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I casi del Salento

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Anche nel caso di infortunio causato dai colleghi, sussiste la responsabilità del datore di lavoro per l'omessa adozione delle idonee misure protettive.

Il datore di lavoro è responsabile dell'infortunio occorso al lavoratore, sia quando ometta di adottare le idonee misure protettive, sia quando non accerti e vigili che di queste misure venga fatto effettivamente uso da parte dei dipendenti.

Corte di Cassazione – Sentenza n. 2209 del 4 febbraio 2016. Leggi »

Il Ministero dell'Istruzione è tenuto a risarcire i danni patiti da un alunno durante l'attività scolastica svolta in locali inadeguati

Nel caso di insegnante che abbia colpevolmente fatto eseguire a bambini di sei anni, con abilità motorie ancora modeste in termini di forza, equilibrio e coordinazione, giochi movimentati in ambiente inadeguato, il Ministero dell'Istruzione è tenuto a risarcire i danni patiti dagli alunni.

Tribunale di Lecce – Prima sezione civile, avv. Grazia Carignani – Sentenza n. 123 del 13 gennaio 2016 Leggi »

La Marina Militare è tenuta al risarcimento del danno patito da un dipendente delle forze armate che, durante il servizio, sia stato esposto ad amianto anche se in una “dose” estremamente bassa

Nei soggetti suscettibili esposti ad amianto, l’effetto cancerogeno può essere conseguente ad una “dose” estremamente bassa, a differenza di tutti gli altri tumori. Sicchè, pure in assenza di norme specifiche per il trattamento dei materiali contenenti amianto, (introdotte con D.P.R. 10 febbraio 1982, n. 15), il datore di lavoro è tenuto all'adozione di misure idonee a ridurre il rischio di esposi...

Tribunale di Lecce – Prima sezione civile, dott. Federica Sterzi Barolo – Sentenza n. 5974/2015 del 17 dicembre 2015. Leggi »

Il datore di lavoro è tenuto a risarcire i danni patiti dal lavoratore nello svolgimento delle proprie mansioni, salvo il comportamento "abnorme", laddove cioè il lavoratore violi "con consapevolezza" le cautele impostegli.

La responsabilità del lavoratore si può escludere solo nell'ipotesi tipica di comportamento "abnorme" nel caso in cui lo stesso violi "con consapevolezza" le cautele impostegli, ponendo in essere in tal modo una situazione che si poteva prevedere e certamente non può evitare.

Tribunale di Lecce – Prima sezione civile - Dott. Federica Sterzi Barolo – Sentenza n. 3967 del 21 luglio 2015 Leggi »

Il danneggiato da emotrasfusione deve necessariamente fornire la prova del danno lamentato e della sua riconducibilità al fatto del debitore.

Al fine di accertare la responsabilità dell'Asl nelle ipotesi di emotrasfusioni, è necessario non solo che il creditore che agisca per l'adempimento provi la fonte (negoziale o legale) del suo diritto ed il relativo termine di scadenza, limitandosi alla mera allegazione della circostanza dell'inadempimento della controparte, gravando sul debitore convenuto l'onere della prova del fatto estintivo d...

Tribunale di Lecce – Prima sezione civile, dott. Maurizio Rubino – Sentenza n. 2111 del 23 aprile 2015 Leggi »

Responsabilità medica – Emotrasfusione – Epatopatia cronica HVC correlata – Prescrizione – Danno iure hereditatis - Danno patrimoniale - Danno iure proprio

Deve essere risarcito il danno da emotrasfusione che sia stato richiesto entro i 5 anni dal momento in cui la malattia viene percepita o può essere percepita quale danno ingiusto conseguente al comportamento doloso o colposo di un terzo, usando l'ordinaria diligenza e tenuto conto della diffusione delle conoscenze scientifiche, non rilevando invece il momento in cui il terzo determina la modificaz...

Tribunale di Lecce – Prima sezione civile, dott. Katia Pinto – Sentenza n. 3926 del 17 ottobre 2014 Leggi »

Il Ministero è responsabile per i danni da emotrasfusione infetta.

Sulla base della legislazione vigente, sussite un obbligo di controllo, direttiva e vigilanza in materia di sangue umano da parte del Ministero della Salute, anche strumentale alla funzione di programmazione e coordinamento in materia sanitaria.

Tribunale di Lecce – Prima sezione civile, dott. Katia Pinto – Sentenza n. 3926 del 17 ottobre 2014. Leggi »

L'omesso o scorretto uso del casco da parte del danneggiato può comportare la riduzione del risarcimento ma non vale ad escluderlo completamente.

L'omesso uso del casco protettivo da parte del conducente di un motociclo può essere fonte di corresponsabilità della vittima di un sinistro stradale per il danno causato a sé stesso, con conseguente riduzione della somma da corrisponderle.

Tribunale di Brindisi – Sezione unica civile, dott. Loredana Galasso – Sentenza n. 1331 del 16 settembre 2014 Leggi »

La struttura sanitaria è tenuta al risarcimento dei danni patiti dal feto a causa di una infezione da cocchi dovuta a carenze organizzative e di controlli.

Nei giudizi di risarcimento del danno causato da attività medica, l'attore ha l'onere di allegare e di provare l'esistenza del rapporto di cura, il danno ed il nesso causale, mentre ha l'onere di allegare, ma non di provare, la colpa del medico; quest'ultimo, invece, ha l'onere di provare che l'eventuale insuccesso dell'intervento, rispetto a quanto concordato o ragionevolmente attendibile, è dipe...

Tribunale di Brindisi – Sezione unica civile, dott. Cosimo Almiento – Sentenza n. 1303 del 12 settembre 2014 Leggi »

La Asl è tenuta a risarcire il danno da infezione contratta in seguito ad intervento chirurgico a causa di contaminazione ambientale.

La struttura ospedaliera è tenuta a rispondere del danno causato da infezione sopravvenuta a seguito di un parto cesareo correttamente eseguito e causata da contaminazione della sala operatoria.

Tribunale di Brindisi, sezione unica civile, dott. Cosimo Almiento – Sentenza n. 1303 del 12 settembre 2014 Leggi »

Per il risarcimento del danno da parte dell'istituto scolastico occorre provare specificamente l'omessa sorveglianza da parte del personale

L'istituto scolastico ha un onere di sorveglianza non assoluto, ma commisurato all'età ed al grado di maturità degli allievi, nonché alla pericolosità intrinseca dell'attività svolta.

Tribunale di Lecce – Seconda sezione civile, dott. Adele Ferraro – Sentenza n. 3185 del 4 settembre 2014 Leggi »

In caso di decesso per incidente sul lavoro, il danno da perdita parentale non viene risarcito automaticamente ma necessita di prova rigorosa.

Nella liquidazione del danno non patrimoniale da uccisione d’un familiare deve tenersi conto dell’intensità del relativo vincolo e di ogni ulteriore circostanza, allegata e provata dagli interessati.

Corte di Cassazione - Sentenza n. 17006 del 25 luglio 2014 Leggi »

L'insegnante è responsabile dei danni conseguenti ad amputazione della falange causata dalla chiusura della porta da parte di altri alunni

Il dovere di vigilanza dell'insegnante va commisurato all'età e al grado di maturazione raggiunto dagli allievi in relazione alle circostanze del caso concreto. Nel caso di specie, l'età del minore (tre anni) richiedeva che l'attenzione dell'insegnante dovesse essere massima non avendo il minore sviluppato un'idoneità psico-fisica tale da impedirgli di trovarsi in situazioni di pericolo con pregiu...

Tribunale di Brindisi – Sezione civile, avv. Simone Coppola – Sentenza n. 1170 del 7 luglio 2014 Leggi »

L'Inail deve indennizzare la malattia professionale di un autista di tir che abbia riportato ernia discale lombare

L'Inail è tenuta ad indennizzare in capitale le menomazioni di grado pari o superiore al 6 per cento ed inferiore al 16 per cento; per le menomazioni superiori al 16 per cento è erogato in rendita.

Tribunale di Lecce – Sezione lavoro, dott. Luisa Santo – Sentenza n. 3410 del 2 luglio 2014 Leggi »

La scuola è responsabile dei danni riportati da un'alunna maggiorenne, caduta durante la lezione di educazione fisica a causa del pavimento sconnesso

Il Ministero risponde dei danni subiti da un alunno, ancorché maggiorenne, caduto durante un esercizio ginnico su manto sconnesso.

Tribunale di Lecce – Prima sezione civile , avv. Filippo Agrosì – Sentenza n. 2494 del 19 giugno 2014 Leggi »

Il ministero della salute è tenuto a risarcire i danni da infezione conseguente ad emotrasfusione.

Ai fini della liquidazione del danno biologico, l'età assume rilevanza in quanto col suo crescere diminuisce l'aspettativa di vita.

Tribunale di Lecce – Giudice monocratico, dott. Maurizio Rubino – Sentenza del 21 maggio 2014 Leggi »

Sussiste responsabilità medica in caso di imperizia nella diagnosi tempestiva dell'aneurisma popliteo che abbia costretto il paziente a sottoporsi ad un intervento chirurgico d'urgenza

Il consulente non ha semplicemente valutato e quantificato i danni subiti a seguito del mancato esame arterioso ma, con funzione percipiente, ha espletato l'incarico mediante l'ausilio di elevatissime cognizioni tecniche e le risultanze della consulenza costituiscono fonte diretta di prova al pari di ogni altra ritualmente acquisita al processo.

Tribunale di Brindisi – Sezione unica civile, dott. Gianmarco Galiano – Sentenza n. 720 del 14 aprile 2014 Leggi »

Il medico e la Asl sono solidalmente responsabili per i danni conseguenti alla imperizia dell'angiologo.

E' responsabile il medico angiologo che si limiti a sottoporre il paziente al solo esame del circolo venoso, omettendo l'esecuzione del Doppler arterioso che avrebbe consentito di individuare tempestivamente la presenza di eventuali coaguli, esponendo così l'attore al rischio incombente dell'amputazione dell'arto colpito dall'evento acuto.

Tribunale di Brindisi – Sezione unica civile, dott. Gianmarco Galiano – Sentenza n. 720 del 14 aprile 2014 Leggi »

In caso di amputazione dell'arto che poteva essere evitata, l'ASL è tenuta al risarcimento di tutti i danni patiti dal danneggiato nonchè dai prossimi congiunti, pur ove intervenuti successivamente nel processo già pendente.

Grava sull'attore l'onere di provare, anche in via presuntiva, la sussistenza di quelle peculiarità attinenti agli aspetti anatomo-funzionali e relazionali ed agli aspetti di sofferenza soggettiva, in presenza delle quali può essere accordato l'aumento a titolo di "personalizzazione" consentito dalle tabelle suddette. Nel caso di specie occorre considerare la giovane età dell'attore all'epoca dei...

Tribunale di Brindisi – Sezione unica civile, dott. Pietro Lisi – Sentenza n. 686 del 9 aprile 2014 Leggi »

La struttura ospedaliera è responsabile per il caso di amputazione di un arto senza aver atteso la riduzione e stabilizzazione delle fratture.

Ai prossimi congiunti di persona che abbia subito, a causa di fatto illecito costituente reato, lesioni personali, spetta il risarcimento del danno morale concretamente accertato in relazione ad una particolare situazione affettiva con la vittima.

Tribunale di Brindisi – Sezione unica civile, dott. Pietro Lisi – Sentenza n. 686 del 9 aprile 2014. Leggi »

L'Asl è responsabile per i danni connessi alla lussazione scapolo-omerale ricollegabile al trasporto in barella.

La struttura sanitaria risponde non solo nel caso in cui il danno subito dal paziente sia riconducibile dal negligente operato del proprio personale dipendente, ma anche qualora il danno sia riconducibile a un difetto della strumentazione in suo possesso e/o ad una disfunzione del suo apparato strutturale ed organizzativo.

Tribunale di Brindisi – Sezione unica civile, avv. Vittoria Uggenti – Sentenza n. 661 del 7 aprile 2014. Leggi »

In caso di tardiva asportazione di un neo degenerato in melanoma, l'Asl è tenuta al risarcimento a meno che tale ritardo sia dovuto ad una condotta negligente del paziente.

Nel processo civile la regola probatoria - a differenza di quanto accade nel processo penale, ove vige la formula "oltre il ragionevole dubbio" - si caratterizza invece per la preponderanza dell'evidenza, divenendo la regola del "più probabile che non".

Tribunale di Lecce – Prima sezione civile, dott. Federica Sterzi Barolo – Sentenza n. 1314 del 1 aprile 2014. Leggi »

Il subappaltantore (servizio di trasporto e pompaggio calcestruzzo) è responsabile dei danni causati ad un lavoratore del committente che sia stato danneggiato nelle operazioni di pompaggio del calcestruzzo

Il subcommittente risponde nei confronti dei terzi in luogo del subappaltatore, ovvero in via solidale con lui, quando, abbia esercitato una concreta ingerenza sull'attività di questi, agendo in modo tale da comprimerne parzialmente l'autonomia organizzativa, incidendo anche sulla utilizzazione dei relativi mezzi.

Tribunale di Lecce - Prima sezione civile, dott. Federica Sterzi Barolo – Sentenza n. 1160 del 10 marzo 2014 Leggi »

La struttura sanitaria è chiamata a rispondere di ogni danno anche in caso di incompleta annotazione della cartella clinica

L'onere della prova va ripartito tenendo conto in concreto della possibilità per l'uno o per l'altro soggetto di provare circostanze che ricadono nelle rispettive sfere di azione.

Tribunale di Brindisi – Sezione unica civile, dott. Pietro Lisi – Sentenza n. 449 del 7 marzo 2014 Leggi »

La responsabilità della struttura sanitaria in un caso di intervento chirurgico errato non annotato nella cartella clinica.

Della mancata annotazione nella cartella clinica di un intervento chirurgico non può giovarsi la struttura ospedaliera per andare esente da responsabilità.

Tribunale di Brindisi – Sezione unica civile, dott. Pietro Lisi – Sentenza n. 449 del 7 marzo 2014. Leggi »

Il ginecologo è responsabile per la mancata diagnosi di patologie neonatali, salvo che negli esami strumentali espletati durante la gestazione non ve ne fosse traccia.

La possibilità di autodeterminarsi ad interrompere la gravidanza va valutata anche alla luce dell' esistenza di un reale danno alla salute psichica della madre.

Tribunale di Brindisi – Sezione civile, dott. Gianmarco Galiano – Sentenza n. 376 del 25 febbraio 2014. Leggi »

L'ASL è tenuta al risarcimento del danno conseguente ad un errato intervento ortopedico all'arto.

La esimente penale non elide l'illecito civile e che resta fermo l'obbligo di cui all'art. 2043 c.c., che è clausola generale del neminem laedere, sia nel diritto positivo, sia con riguardo ai diritti umani inviolabili quale è la salute.

Tribunale di Brindisi – Sezione civile unica, dott. Cosimo Almiento – Sentenza n. 431 del 5 marzo 2014. Leggi »

E' tenuto al risarcimento del danno l'odontaiatra che abbia anticipato l'estrazione di un premolare.

Sarebbe stato corretto aspettare il recupero del canino prima di procedere alla estrazione del premolare e, una volta constatata l'impossibilità del canino di erompere, eseguire una adeguata terapia di compromesso, per cui il premolare prende il posto del canino.

Tribunale di Brindisi – Sezione unica civile, dott. Gabriella Del Mastro – Sentenza n. 430 del 5 marzo 2013. Leggi »

Il ginecologo è responsabile per la mancata diagnosi di una patologia neonatale che non sia dovuta esclusivamente alla scarsa sensibilità degli strumenti diagnostici esistenti all'epoca.

La legge consente alla madre di evitare il pregiudizio che, da quella condizione del feto, deriverebbe al proprio stato di salute e rende corrispondente a regolarità causale che la gestante interrompa la gravidanza, se informata delle gravi condizioni del feto.

Tribunale di Lecce – Seconda sezione civile, dott. Adele Ferraro – Sentenza n. 202 del 15 gennaio 2014 Leggi »

In caso di infortunio scolastico, non sussiste responsabilità del Ministero laddove il danneggiato sia maggiorenne.

L’infortunata aveva l'onere giuridico di autodeterminarsi senza bisogno di alcun controllo di terzi, attesa la sua maturità raggiunta con la maggiore età.

Tribunale di Lecce – Sezione civile, avv. Marcella Scarciglia – Sentenza n. 823 del 14 febbraio 2014 Leggi »